LA SINDROME DI PENELOPE

Cristiana De Marchi

a cura di Barbara Fragogna

31 ottobre – 30 novembre 2017

Fusion Art Gallery-Inaudita Torino

C’è il momento in cui ogni scelta diventa irreversibile. Marguerite Yourcenar

La Fusion Art Gallery – Inaudita presenta la mostra LA SINDROME DI PENELOPE di Cristiana de Marchi, artista italiana/libanese che vive e lavora tra Beirut e Dubai. Cristiana lavora con diverse espressioni artistiche per esplorare questioni legate all’identità, allo spostamento, all’appartenenza e ai confini porosi che separano le regioni mentre ne permettono il contatto. La mostra rientra nella programmazione di NEsxT – Indepentent Art Festival ed è parte del circuito COLLA e di ContemporaryArt Torino e Piemonte.

LA SINDROME DI PENELOPE di Francesca Vesco e Elena Carta

La personale ripercorre l’attività artistica di Cristiana de Marchi degli ultimi anni, presentando un corpus di opere selezionate che coprono il periodo compreso fra 2011 e 2017. Italiana ma con un’esperienza ormai ventennale legata al Medio Oriente, Cristiana ha interessi che spaziano tra letteratura, religioni ed impegno sociale e che vengono riproposti in molte delle sue opere, siano esse oggetti ricamati, video, performance o installazioni. In particolare tramite l’uso del tessuto, come mezzo espressivo privilegiato, l’artista si concentra sul ruolo di concetti quali ‘Religione’ e ‘Nazione’ intesi come veicoli per riflessioni personali sui temi identitari. Queste due concezioni puramente convenzionali, racchiudono al loro interno le tematiche fondamentali (i nodi) indagate dall’uomo e dall’artista. Le riflessioni alle quali ci conducono le sue opere sono più che mai attuali e forniscono chiavi di lettura interessanti: così un palloncino, forzato sino al suo limite, diventa metafora dell’azione dell’uomo nella creazione e successiva distruzione di ideali universali, o un’Europa in bianco, senza distinzioni cromatiche, focalizza l’attenzione sulla questione dei confini geografici, frutto dell’arbitrarietà umana più che della realtà. O ancora, ci costringe a constatare lo stato di “cecità culturale”, di superficialità, che ci affligge nel momento in cui ci confrontiamo con tematiche fondamentali difficili da accettare o che semplicemente non comprendiamo. Nelle sue opere fondamentale è la PAROLA; non solo nella sua semplice valenza semantica ma come parte integrante dell’opera, elemento fisicamente presente e tangibile grazie all’uso del tessuto. Presenza materiale e nominale che diventa veicolo di messaggi, profezie ed epifanie per lo spettatore. L’invito è quello di non limitarsi ad osservare le opere, ma di interagire con le superfici per ricercarne i significati nascosti e quelli perfettamente visibili. Ci si renderà allora conto, con un gioco di intrecci, ricami, nessi simbolici e linguistici, che la bandiera nazionale contiene, alla vista dei più attenti, il reale riferimento alla Patria.

Cristiana De Marchi (Torino, 1968; vive a Beirut e Dubai). Ha studiato dal 1994 al 1999 presso l’Università degli Studi di Torino laureandosi (summa cum laude) in Scienze Umanistiche e poi in Archeologia Classica. Nel 2005 ha conseguito un Master in Mediazione Culturale e Didattica Museale. Nel 2012 ha completato un corso in Pratiche Curatoriali organizzato dal California College of Art USA in partnership con l’Emirates Foundation di Abu Dhabi.

Esposizioni: Wunderkammern Effimere Circuiti Dinamici, Milano, (2017), Contrappunti/Counterpoints, Villa Amoretti, Torino (2014); My Country, New York University, New York, USA (2014); Weaving Gaps, 1×1 Art Gallery, Dubai, UAE (2013); “Melting the Sky”, una doppia esposizione con l’artista kuwaitiana Monira Al Qadiri, Dubai, (2016); Prima Biennale di Yinchuan, MoCa Yinchuan, Cina (2016); Santa Cruz Biennale, “Limitrofe”, Centro Culturale di Santa Cruz, Bolivia (2016); Biennale della Pace, Teheran, Iran (2016); Groupe Mobile: Villa Vassilieff, Paris, France (2016); White Cube… Literally, IVDE gallery, Dubai, UAE (2016). Residenze: Villaggio degli Artisti in Yinchuan, Cina (2016); Rijksakademie, Amsterdam, Paesi Bassi; Santa Fe Art Institute, USA (2014); University of Arts, Philadelphia, USA (2012) e presso il Vermont Art Center Manchester, USA (2017).

Cristiana de Marchi è stata vincitrice nel 2016 della 5° Edizione del Premio ORA.

Inaugurazione: martedì 31 ottobre 2017. Ingresso libero, orari di apertura: dal giovedì al sabato, dalle 16 alle 19.30 e su appuntamento. Info:+39 3493644287 | www.fusionartgallery.net | info.fusionartgallery@gmail.com