CALL FOR IOLAS’HOUSE

Ad Acireale, la mostra-progetto sul grande gallerista e mercante d’arte Alexander Iolas e la sua Villa-Museo d’arte contemporanea (oggi abbandonata).

di Valentina Tebala

Come viene ricordato nel catalogo della mostra in formato carnet de voyage – un prezioso libriccino ricco di immagini e foto documentative, testi e testimonianze dei curatori Stefania Briccola, Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio –, il 2018 è l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale istituito con l’obiettivo di celebrare e promuovere una storia e un’identità condivise. E per la realizzazione del loro progetto, i promotori di ‘Call for Iolas’House’ agiscono proprio facendo appello anche a questa rinnovata attenzione alla tutela del nostro patrimonio con la conseguente ri-presa di coscienza che questa occasione dovrebbe in sé stimolare nei vari sovrintendenti del governo europeo, oltre che nel pubblico dei cittadini. ‘Call for Iolas’House’ – prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e allestita nelle stanze di Palazzo Costa Grimaldi di Acireale – è una mostra che si declina «tra identità e memoria» e che racconta in maniera efficace la straordinaria storia del gallerista e mercante d’arte internazionale Alexander Iolas (primo direttore artistico della Galleria Gruppo Credito Valtellinese che ha sede nel refettorio delle Stelline a Milano) e della sua eccentrica e favolosa villa ad Atene. La villa, che fu una sorta di preziosa casa-museo colma di opere d’arte e curiosi oggetti di design, e negli anni Settanta e Ottanta teatro di feste e frequentazioni da parte di artisti nonché di vari personaggi del jet set, oggi purtroppo si trova in stato di completo abbandono avendo subìto un rapidissimo declino già immediatamente dopo la morte di Iolas avvenuta nel 1987 a causa dell’AIDS.

Quindi il percorso espositivo ci presenta, innanzitutto, Villa Iolas attraverso materiale documentario raccolto anche in loco come fotografie e filmati che riportano direttamente i luoghi e i ricordi di coloro che hanno conosciuto o lavorato con il gallerista. E poi le opere della scuderia Iolas, le quali a causa dello smembramento e della dispersione commerciale provengono da diverse collezioni private oltre che dalla collezione del Credito Valtellinese: tra gli altri, sono presenti i lavori di Niki de Saint Phalle, Victor Brauner, Andy Warhol, Pino Pascali, Sebastian Matta, René Magritte e Max Ernst. Invece, alcune opere d’arte e grandi installazioni che un tempo “arredavano” la villa – ora andate distrutte o disperse – sono state riprodotte tramite l’espediente del re-made, a partire dalla documentazione fotografica e d’archivio, da giovani studenti dei licei artistici di Giarre (Catania) e Morbegno (Sondrio) nell’ambito di un workshop formativo organizzato dalla Fondazione Valtellinese. Infine, non mancano in mostra alcuni ritratti dello stesso Iolas, dal bozzetto bronzeo realizzato da Novello Finotti nel 1974 alle bellissime foto scattate da Maria Mulas tra il 1970 e il 1987; mentre un’ultima sala presenta una serie di manifesti degli eventi espositivi, cataloghi e libri d’arte. Il titolo della mostra si configura in modo esplicito come una vera e propria chiamata all’azione e al riscatto di un luogo divenuto “d’archeologia contemporanea” che merita di essere rimesso in sesto, tutelato e restituito alla conoscenza e al godimento del pubblico. Proprio secondo le originarie intenzioni di Alexander Iolas, il quale avrebbe voluto farne un museo vivo dedicato all’arte e agli artisti dei nostri tempi.

Call for Iolas’House – 15 dicembre 2017 / 4 marzo 2018. Galleria Credito Siciliano – Acireale, Piazza Duomo n.12

Dall’alto: Veduta della mostra, foto Salvo Panebianco. Villa Iolas oggi, courtesy Fondazione Credito Valtellinese.

© 2018 BOX ART & CO.